Il mercato immobiliare nel mondo: Usa, Cina e Francia

La crisi economica mondiale continua a fare sentire la sua presenza, i dati sulla disoccupazione in crescita in Europa e America suonano l’ennesimo campanello d’allarme alla quale neanche la Germania riesce a sottrarsi. Come tutti i settori anche quello immobiliare vive di riflesso nella medesima intricata situazione. Presupponendo che i nostri lettori operandoci ogni giorno conoscano molto bene il polso del Real Estate del nostro paese, proviamo a dare anche uno sguardo alla salute del Real Estate nei paesi top player nel mondo: USA, Cina, e vediamo anche come stanno i nostri vicini di casa, la Francia.

USA – Il paese vive un momento di transazione, dall’autunno del 2011 è riuscito a prodursi in una crescita costante e repentina fino a Marzo 2012 per poi stabilizzarsi. Il presidente della FED Ben Bernanke per ora intende lasciare i tassi invariati, che sono molto bassi, per favorire la ripresa economica e di conseguenza quella del Real Estate grazie a mutui erogati a tassi quasi record. Un numero molo significativo rilasciato dall’U.S. Census Bureau e Department of Housing and Urban Development racconta di un +30% fatto registrare nel mese di Marzo 2012 rispetto l’omonimo mese nel 2011, dal numero di permessi a costruire rilasciati dalle autorità.

Cina – La Cina è un paese distante, enigmatico, e votato ad una crescita aggressiva che nonostante la crisi rimane sostenuta. Crescita è la parola chiave di questa breve introduzione, o meglio sono ancora più calzanti le parole “crescita a tutti i costi” per capire quel che vive il mercato immobiliare Cinese che rischia di rimanere vittima di se stesso. Il risultato della “crescita a tutti i costi” e della speculazione è che sparsi per tutta la Cina si contano ben 64 Milioni di alloggi costruiti e rimasti invenduti, perché hanno raggiunto velocemente valori talmente alti che le persone non possono permettersi di comprare. Il sistema economico che impone una crescita a ritmi vertiginosi e il sistema politico (corrotto) che si produce in una dittatura hanno prodotto questo risultato che secondo molti analisti porterà allo scoppio della più grande bolla immobiliare mai avvenuta, più forte addirittura di quella Americana. Di sicuro il timore ha delle fondamenta altrimenti non si spiegherebbe perché il Governo Cinese ha da qualche mese preso delle misure per evitare che ciò accada, dichiarando di voler costruire 34 Milioni di alloggi residenziali popolari con il duplice scopo di non fermare l’industria immobiliare e di permettere alla popolazione di poter acquistare casa.

Francia – Infine diamo uno sguardo ai nostri vicini di casa che dal punto di vista immobiliare fino ad ora sono stati la cicala d’Europa. Già, fino ad ora. Dal lontano 2000 i valori degli immobili su suolo Francese sono cresciuto del ben 121% facendo registrare il picco nel corso del terzo trimestre del 2011, con Parigi regina del mercato grazie anche alla particolare attenzione degli investitori esteri che tra l’altro, udite udite, vede gli Italiani al primo posto come numero di investimenti. Il vento però ha iniziato ha cambiare e nel primo trimestre 2012 nella elegante Parigi i valori delle case sono scesi dello -0,3% e -0,9% nella sua regione Ile de France, mentre nel complesso la nazione ha visto un brusco rallentamento delle nuove costruzione (con un impressionante -12,9%), del numero di permessi rilasciati per costruire e del numero dei mutui erogati finalizzati all’acquisto.

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