Segnali positivi per il settore immobiliare

Dopo le tante misure di austerità varate dal Governo dei tecnici, sembra si stiano facendo dei passi verso la crescita, con misure che interessano principalmente il settore Immobiliare. Cerchiamo di andare con ordine.

E’ notizia di ieri che il Governo Monti stia preparando un DL per la crescita con azioni che puntano a rilanciare il mercato immobiliare. Si sta discutendo infatti di aumentare la detrazione fiscale che riguarda la ristrutturazione edilizia dal 36 al 50% aumentandone inoltre il tetto della spesa dagli attuali 48.000 € fino a 96.000 €, mossa che strizzerebbe l’occhio anche alle casse dello stato con il conseguente aumento del gettito fiscale. In termini di detrazioni non sarebbe però finita qui, il Governo avrebbe messo in cantiere anche la possibilità di portare a regime fisso l’aliquota del 55% che riguarda le detrazioni fiscali per le spese in funzione di interventi di riqualificazione energetica sugli edifici.

Veniamo ora alla tanto discussa IMU. Dopo tanto rumore, proteste, prese di posizioni contro la sua introduzione il Governo sembra stia aggiustando il tiro, introducendo novità per alleggerire il carico sulle spalle dei cittadini e provare a rilanciare il comparto immobiliare. Se non altro viene lanciato un segnale forte sulla crescita. Il Decreto Legge prevede la totale esenzione dell’imu per i primi due anni per le abitazioni nuove dal valore inferiore ai 200.000 €. Importanti novità anche per il settore delle nuove costruzioni che in questo periodo hanno dovuto fare i conti con ristrettezze di credito, scarsità di acquirenti e pagelle energetiche. Ai costruttori che hanno in pancia immobili invenduti verrebbe accordata una esenzione per un periodo non superiore a tre anni dal termine dei lavori.

Idee in fermento – Una notizia di importanza relativa perché agli albori ma che serve a capire che la pentola bolle. Un gruppo di senatori ha varato un disegno di legge che prevede l’attivazione dell’art. 116 della Costituzione. Significherebbe per lo Stato tornare ad avere grande potere nelle dinamiche di governo del territorio, e più precisamente si tradurrebbe nel potere di decidere riguardo la materia urbanistica, l’attività edilizia e la trasformazione urbana in ambito di infrastrutture e attrezzature.

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