Bce: cosa accadrà ai mutui dopo l’addio di Draghi?

Mario Draghi, presidente uscente della Banca Centrale Europea, il 1° novembre 2019 concluderà il suo mandato.

Cosa cambierà con la presidenza di Christine Lagarde? Quali novità ci saranno per i mutui?

Bce Mario Draghi

La riunione della Bce dello scorso 24 ottobre è stata l’ultima presieduta da Mario Draghi che, dopo otto anni, conclude il suo mandato.

Nel corso della sua presidenza l’Europa ha vissuto momenti davvero difficili dal punto di vista economico, soprattutto nel periodo seguente la crisi del 2008, ma Draghi si è dimostrato un uomo di polso, in grado di mantenere a galla l’economia europea conservando il completo accordo all’interno del consiglio direttivo.

La misura più recente pensata per far ripartire i consumi e l’inflazione è il nuovo QE (Quantitative easing) che consisterà in un investimento mensile di 20 miliardi al mese in titoli di Stato dei Paesi dell’area Euro, attraverso il quale l’Eurotower riacquisterà i titoli in pancia alle banche, immettendo liquidità da destinare al finanziamento di famiglie e imprese per dare ossigeno all’economia reale.

Il QE entrerà in vigore a partire dal 1° novembre, senza termine definito: resterà attivo per il tempo necessario «a rinforzare l’impatto dei tassi e fino a poco prima l’inizio del rialzo».

Ma negli ultimi mesi dell’era Draghi la vera costante tra i provvedimenti presi per stimolare l’economia è stato il taglio dei tassi di interesse, fino a portarli in negativo.

 

Perciò in molti iniziano già a domandarsi cosa succederà ai tassi e ai mutui con l’avvento della francese Christine Lagarde al timone della Banca Centrale Europea.

La nuova governatrice dell’Eurotower promette di mantenere la linea intrapresa da Draghi, tuttavia è certo che lo scenario che interessa anche i tassi legati ai mutui è destinato a cambiare.

In particolare torneranno a salire sia:

  • gli indici Euribor, che chiamano in causa i titolari di un prestito a tasso variabile e che nell’ultimo mese sono rimasti stabili nelle scadenze a 1 mese, 3 mesi e 6 mesi:
  • i tassi Eurirs, riferimento per i mutui a tasso fisso, che nell’ultimo mese hanno segnato un rialzo di circa 0,30 punti base rispetto ad agosto, quando avevano toccato il minimo storico.

Ma il rialzo dei tassi non avverrà nell’immediato.

C’è ancora tempo prima che si verifichino i rialzi dei tassi Bce che, se pure avverranno, impiegheranno diverso tempo a trasmettersi agli altri indici interbancari.

Probabilmente il livello dei tassi resterà ai minimi storici almeno fino all’inizio del 2021 e, di conseguenza, fino ad allora anche i tassi legati ai finanziamenti concessi dalle banche resteranno vantaggiosi.

Per il momento ci stiamo ancora preparando all’inversione di marcia rispetto alla tendenza al ribasso, ma i tassi difficilmente toccheranno soglie ancora più convenienti di quelle attuali.

Dunque è ancora il momento giusto per ottenere la surroga del mutuo, ovvero per cambiare istituto di credito a condizioni più vantaggiose, o per stipulare un nuovo contratto di mutuo per l’acquisto di una casa… ma non c’è tempo da perdere!

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