Mutuo cointestato: come non pagarlo più in caso di divorzio.

Cosa accade quando una coppia sposata o unita civilmente ha un mutuo cointestato ma i due decidono di lasciarsi? Ecco come smettere di pagare quando l’amore è finito ma le rate del mutuo ancora no…

mutuo cointestato

Il mutuo è un contratto che ha come oggetto un bene immobile ed è rimborsato da uno o più mutuatari; essi sono vincolati al pagamento delle rate a prescindere da quale sia il loro rapporto e qualunque sia l’evoluzione della propria situazione.  Quindi il mutuo non considera il vincolo di parentela tra i mutuatari.

Dal momento che i due che fino a quel momento hanno condiviso la stessa abitazione a un certo punto non vogliono più farlo, sorge il problema di chi continuerà a pagare il mutuo e se vorrà farlo per ottenere la proprietà. A tutto questo ci sono varie soluzioni, ma per prima cosa è necessario distinguere il caso della separazione da quello del divorzio:

  • La separazione: quando una coppia è separata risulta ancora legata dal matrimonio, perciò di fatto non vengono meno i vincoli familiari. Questo vuol dire che, qualora i coniugi siano entrambi intestatari della casa e continuino a pagare le rate del mutuo per la prima casa, sarà diritto di entrambi detrarre gli interessi passivi.
  • Il divorzio: invece in caso di divorzio, i coniugi per la legge risultano estranei, quindi chi dei due non abiterà più nella casa non avrà più il diritto di detrarre gli interessi passivi.

È frequente però che, intervenuta una sentenza di divorzio o in presenza della separazione, uno dei due coniugi non abbia più intenzione di continuare a pagare il mutuo per una casa dove non può più abitare, soprattutto se questa viene assegnata in esclusiva all’altro coniuge. Dato che dovrà affrontare delle spese per affittare o acquistare un’altra abitazione, a questo punto può agire in diversi modi per liberarsi del mutuo indesiderato.

Ecco come non pagare più il mutuo dopo il divorzio.

1.Se anche il coniuge estromesso deve continuare a pagare le rate del mutuo perché l’altro non ha un reddito sufficiente: in questo caso chi non abita più in casa non si può liberare dal peso di esserne il proprietaro, tuttavia può agire in tribunale richiedendo che la rata del mutuo venga scalata dall’assegno di mantenimento, eliminando così una spesa.

2.Il coniuge estromesso può cedere la sua quota della casa posseduta all’altro, dietro pagamento di una somma di denaro o in cambio dell’assegno di mantenimento: così facendo il coniuge che resta proprietario della casa si accollerà il mutuo o potrà chiedere la surroga per poter riscrivere, presso un’altra banca, le condizioni del pagamento.

3.Vendere l’immobile: i coniugi separati (soprattutto in assenza di figli) possono scegliere di comune accordo di vendere la casa, estinguendo così il mutuo e liberandosi della proprietà. In questo modo potranno in seguito acquistare o affittare un nuovo immobile ognuno per proprio conto e richiedere eventualmente le agevolazioni prima casa. La controindicazione è che in questo caso l’acquirente della casa dovrebbe anche accettare di subentrare al pagamento del mutuo; per evitarlo sarebbe ancora meglio riuscire ad estinguere anticipatamente il mutuo e solo dopo procedere con la vendita. Ovviamente per fare questo occorre avere la liquidità necessaria.

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